Terremoto dentro

Il terremoto smuove. La terra trema ma poi si ricompone e si va sempre avanti. In scena una donna, figlia che canta il suo papà Vesuvio, il fuoco di lui, la smania di campare, di andare oltre i limiti. Mentre lei, intrappolata dai suoi di limiti, sta ferma e non si muove. Trema, vacilla, tiene e non crolla, non cambia, non vive.
Lo spettacolo prosegue il lavoro di ricerca della Compagnia Fuori Contesto sul principio del bilico, del tenersi in equilibrio nella ripetitività delle azioni quotidiane. Terremoto dentro coglie quel momento, racconta questo salto.
Una donna in equilibrio, sul punto di tuffarsi si ferma: non riesce, ha paura, è indecisa. Allora le torna in testa la storia del suo papà disabile, i cui limiti palesi sono stati invece motore di una vitalità sorprendente, imbarazzante a volte agli occhi della figlia, che vive quella disabilità più come sua che come quella del proprio genitore.
Un confronto non facile quello con il padre, a tratti paralizzante, a tratti molla per saltare più avanti. In scena va questo dialogo ambientato tra Pozzuoli, durante il terremoto degli anni 80, e Napoli, tra gli anni 50 e e gli anni 90.

(In collaborazione con Medioera – Festival della Cultura digitale)

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